Sigma DP2X: Qualità in piccolo

Pubblicato: Domenica, 13 Novembre 2011 Scritto da Max Angeloni

di Max Angeloni

Fin dal lontano 2002, anno in cui la SD9 fu la prima digireflex ad utilizzare il sensore Foveon a tre strati, nessun'altra casa produttrice, salvo un primo esperimento di Polaroid, ha scelto questa soluzione ed è un vero peccato.
Peccato perché se le cose fossero andate diversamente, macchine fotografiche come la DP2x,non sarebbero dei prodotti di "nicchia" ma veri e propri oggetti di uso quotidiano per milioni di fotografi.
E allora vediamo come questa macchina fotografica di nicchia va sul campo tra premesse da mantenere, nuove soluzione da sperimentare, certezze da consolidare e vecchi vizi da risolvere.

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Guida al ritratto

Pubblicato: Giovedì, 25 Agosto 2011 Scritto da administrator

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografia Reflex di Settembre

Ripresa facile: Guida al ritratto

Diffusa quanto quella di paesaggio, la foto di ritratto richiede semplici regole che vanno rispettate. Ecco una guida su come evitare gli errori più comuni e usare al meglio la luce.

di Michele Buonanni.
In Copertina Ilenia D'Alesio fotografata da Max Angeloni

Fotoritocco: effetto plastico

Pubblicato: Domenica, 31 Luglio 2011 Scritto da administrator

Fotografia Reflex di Agosto

Fotoritocco: Effetto plastico

In pochi e semplici passi impariamo a realizzare uno dei più efficaci inganni ottici ideati dalla nascita del digitale

Copertina e articolo di Massimiliano Angeloni

 


Camera Chiara

Pubblicato: Giovedì, 03 Febbraio 2011 Scritto da administrator

di Massimiliano Angeloni

 

Il formato Raw è considerato da molti complicato, laborioso e “pesante”. Ma così rinunciano a un mezzo che permette di ottenere immagini senza paragone

In un precedente articolo (Fotografia Reflex, dicembre 2010) abbiamo visto come, con un po’ di pratica e qualche aggiustamento dei parametri principali è possibile ottenere buoni risultati direttamente dai file Jpeg realizzati con la nostra macchina fotografica.  Se da una parte, tale opzione permette a tutti i fotografi di non dividere più il tempo del proprio fotografare tra lo stare dietro un mirino e davanti un monitor, dall’altra, il rinunciare a priori di scattare in Raw, preclude molte possibilità offerte dalla fotografia digitale.  Ma cos’è il formato Raw? È un termine anglosassone che significa “grezzo”. In effetti con questo formato vengono immagazzinati i dati acquisiti al momento dello scatto senza applicare in maniera irreversibile tutte le regolazioni che invece rendono il Jpeg un formato “chiuso”.  In sintesi, e semplificando molto, uno scatto Raw è la semplice conversione da analogico in digitale dell’immagine. Ogni marca applica il suo formato proprietario di Raw per le proprie macchine fotografiche e a volte formati differenti per macchine di fascia differenti (per esempio Nikon utilizza il NEF per le reflex e NRW per le compatte bridge di fascia alta come la P7000, mentre Canon utilizza unicamente il CR2). Questo perché in realtà il Raw contiene molte più informazioni di quelle che riguardano la sola digitalizzazione dell’immagine e, al contrario del DNG (il digital negative, ossia il tentativo di Adobe di creare un formato Raw universale), necessita, per essere aperto e sviluppato, di un software in grado di leggere correttamente i dati contenuti in esso. Ma il discorso è molto ampio e ci riserviamo di affrontarlo in un prossimo futuro. Per ora ci interessa anzitutto sapere che il Raw, al cospetto di un peso in MB estremamente consistente e l’obbligo di passare via computer per “sviluppare” le nostre fotografie, offre delle possibilità di correzione e lavorazione del tutto impensabile con il Jpeg. 
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Bambini che non hanno paura dell'uomo nero

Pubblicato: Venerdì, 17 Dicembre 2010 Scritto da administrator

Francesca Romana Filone nasce a Frosinone il 25 settembre 1976.
Da molti anni impegnata nel sociale si dedica in particolar modo all’affascinante universo infantile. Nel 2008 si trasferisce a Capo Verde, nell’isola di Boa Vista dove si avvicina ai 58 bambini che abitano Farinaçao, piccolo borgo degradato di Sal Rei. Da qui l’idea di scrivere il progetto “Futuro a Colori” da cui, nel giugno 2010, nascerà l’Associazione ONLUS “Sorrisi a Colori”, di cui è fondatrice e volontaria attiva.

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Le regolazioni base

Pubblicato: Mercoledì, 08 Dicembre 2010 Scritto da Max Angeloni

di Massimiliano Angeloni

Che scattiamo in Jpeg o in Raw, per ottenere ottime fotografie non serve impazzire con i settaggi della nostra reflex…

I misurati gesti con i quali una pellicola viene caricata nella macchina fotografica non è solo l’operazione che ci permette di iniziare a fotografare ma un precisa scelta che influenzerà il risultato di tutti fotogrammi che andremo a impressionare. Infatti la pellicola non è solo una semplice superficie “sensibile” ma un vero e proprio interprete della luce che andremo a scrivere. Invertibile o negativa, a colori o in bianconero a bassa o ad alta sensibilità ogni emulsione ha una sua resa, una sua incisione, una sua interpretazione dei colori e dei toni. Con il digitale non è più così, la pellicola è rilegata ad un prodotto di nicchia, e per le mani ci ritroviamo macchine fotografiche che ci offrono modi e mezzi in cui solo le nostre capacità rappresentano il limite dei risultati che possiamo ottenere.Già, ma le infinite possibilità per molti utenti suonano un po’ come il doversi arrangiare da soli, così come le centinaia di pagine dei libretti di istruzioni, riempite di spiegazioni e istruzioni superficiali di difficile interpretazione, scoraggiano i più a saltare a pie’ pari tale lettura e limitarsi a fotografare con le funzioni base o preimpostate della propria macchina. Ed ecco che, a fronte di risultati deludenti in molti utenti può insorgere una sorta di sconforto; di ansia da… prestazione fotografica...continua sul numero di dicembre di FOTOGRAFIA REFLEX

Canon EOS-1D Mark IV

Pubblicato: Martedì, 28 Settembre 2010 Scritto da Max Angeloni

di Massimiliano Angeloni

Reportage a San Pietroburgo fra sport, velocità, arte, architettura e persone

La fotografia digitale è un mondo in continua evoluzione. E come tutte le realtà soggette a rapidi mutamenti, anche le reflex più prestigiose non possono sottrarsi alle nuove necessità che richiedono i propri utenti. Un tempo la distinzione tra macchine destinate alla fotografia sportiva e quelle il cui campo d’utilizzo principale era la moda e il fashion, era molto marcata. Oggi, in relazione alla sempre maggiore ecletticità dei fotografi, anche gli strumenti di lavoro devono essere in grado di offrire soluzioni a tutto campo. Proprio con questa ambizione, la Canon ha ideato, progettato e immesso sul mercato la EOS-1D Mark IV.Per scoprire se la nuova professionale di Canon è realmente in grado di mantenere tutte le promesse siamo andati a San Pietroburgo per seguire una gara del mondiale In-shore F1 powerboat. Il campionato F1 H2O è la massima espressione motoristica della nautica. Mezzi leggeri e potenti in grado di toccare e superare i 220 km orari...
continua sul numero di Ottobre 2010 di FOTOGRAFIA REFLEX

Jumbo MultiBigShoot

Pubblicato: Domenica, 12 Settembre 2010 Scritto da administrator

di Massimiliano Angeloni

Un’originale staffa che sfrutta l’esteso cerchio di copertura degli obiettivi PC-E Nikkor per raddoppiare la risoluzione del sensore

È sempre così, le idee migliori sono sempre le più semplici. E il Jumbo MultiBigShoot è nato da un’idea geniale tutta italiana. Ma cos’è il Jumbo MBS, come funziona e chi può utilizzarlo in modo proficuo. Andiamo con ordine. Si tratta di un accessorio che sfrutta il maggior cerchio di copertura di cui sono dotati gli obiettivi PC-E Nikkor, ossia quelle ottiche dette Perspective Control, che sono solitamente usate per effettuare movimenti di decentramento e di basculaggio e quindi di controllare la resa prospettica del soggetto e l’estensione del piano di nitidezza. Lo scopo del Jumbo MBS è invece quello di effettuare tre scatti sfruttando il decentramento degli obiettivi PC-E Nikkor, in modo da ottenere immagini di risoluzione doppia rispetto a quella del sensore della reflex. Quindi, se usiamo un obiettivo decentrabile per il suo scopo principale, che è quello di controllare la prospettiva del soggetto, è la fotocamera ad essere fissata al treppiedi, con il Jumbo MBS si fissa al treppiedi l’accessorio stesso, con la reflex che si sposta dal lato in cui si effettua il decentramento...
continua sul numero di Settembre 2010 di FOTOGRAFIA REFLEX