Impressioni d'uso: Fujifilm EXR770

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Sabato, 17 Novembre 2012 Scritto da Max Angeloni

Foto e testo di Max Angeloni

Introduzione

E inutile... non ci riesco. È più forte di me.

Quando scatto con uno strumento fotografico me lo ritrovo sempre pieno di polvere, briciole e tabacco. Io non so come fanno gli altri ma se utilizzo qualcosa per fotografare a me si sporca.
Forse perché è solo uno strumento, e lo utilizzo in qualsiasi luogo e in qualsiasi condizione climatica e fotografica.
Certo, alle lenti una "pulitina" la do sempre, così come tolgo l'unto lasciato dopo aver mangiato un panino tra uno scatto e un altro.
Ma non c'è niente da fare. Le mie macchine quando le fotografo per gli articoli sono sempre sporche.
E se questo mi succede con strumenti fotografici grossi e ingombranti figuriamoci cosa succede con le "compattine" che infilo in tasca, nello zaino, nella tracolla o nel cassettino dello scooter.

 

Già le compattine... Facciamo tanto i raffinati con mille teoremi ed elucubrazioni mentali sul potere risolvente degli obiettivi, i 464654657187Iso privi di rumore, la gamma dinamica iper estesa e poi ci lamentiamo che il corredo è ingombrante per le gite della domenica, che la reflex non va d'accordo con gli oli solari sulla spiaggia, che il nuovo mirabolante obiettivo 12-800 montato su macchine full frame incute timore ai nostri soggetti posti a 4 isolati di distanza e, soprattutto, tutto sto ben Dio, non è minimamente compatibile con gli impegni di famiglia già ricchi di passeggini, zaini stracolmi del "minimo indispensabile" della fidanzata, borse dei vestiti, borracce bottigliette e frittate di maccheroni.

E allora viva le compatte. Macchine fotografiche piene di compromessi, ma che fanno la gioia del 99% degli utenti fotografici che poco gliene importa dei raffinati sfocati della foto che facciamo al gatto, ma vivono felici ogni volta che riguardano quegli scatti realizzati a futura memoria dei bei momenti vissuti.
Ma lo sappiamo... "noi" fotografi dal palato fine non riusciamo mai ad accontentarci e rappresenterebbe una lesa maestà del nome sacro della fotografia eseguire uno scatto senza poter dimostrare che la nostra maestria non sia stata determinante per buona riuscita della foto fatta al nipote della sorella dello zio del cugino sullo scivolo del parco giochi. In realtà quando, anche distrattamente, guardiamo un reportage (per esempio quello realizzato da un Italiano a Tokyo), una copertina di una rivista prestigiosa, una mostra fotografica d'autore, un servizio fotografico ben realizzato, raramente ci chiediamo con quale diavoleria tecnologica è stata realizzato tutto questo.

E se ce lo chiediamo vuol dire stiamo perdendo di vista cos'è che fa la differenza, la reale differenza, nel mondo della fotografia.  E la differenza è nel fare o non fare una fotografia.  E il più delle volte la fotografia non viene fatta quando non abbiamo con noi la macchina fotografica. Quindi, fatte salve tutte le situazioni in cui il "corredo" può, nelle giuste mani, fare la differenza, esistono infinite situazioni fotografiche in cui anche con "umili" strumenti si possono fare scatti degni di nota. Ovviamente bisogna mettere in preventivo polvere briciole e tabacco che inevitabilmente ricopriranno la nostra compattina infilata nella prima tasca che troviamo libera.

Foto Jpg OOC della minima e della massima focale messi a confronto (clicca per ingrandire)


Nelle giuste condizioni di luce la Fuji EXR770 è in grado offrire Jpg OOC di ottima fattura come nei due esempi.

 

Sul Campo

La Fujifilm EXR770 si colloca sul mercato nell'ambizioso segmento delle compatte piccole ma evolute.
Ovvero strumenti fotografici che integrano la capacità operativa di strumenti di fascia "superiore" (leggi Fujifilm X10, Nikon P7700, Canon G15 e così via) in un corpo minimalista. In più la EXR770 include in se anche uno zoom dalla lunghissima escursione. E lo zoom dalla lunghissima escursione è una caratteristica di un altro segmento di macchine fotografiche. Insomma, un mix di promesse fotografiche in meno di 250 gr. Una bella sfida.
La EXR770 è l'erede della EXR550 che l'amico Gainluca Spedito ha recensito in queste pagine circa un anno fa (leggi la prova della Fujifilm EXR550).

La grande escursione focale consente di interpretare lo stesso soggetto in molte maniere differenti.

Le differenze sostanziali tra i due modelli rigurdano l'escursione dello zoom (da 15x a 20x), un affinamento tecnologico generale e l'eliminazione del (non rarissimo) fenomeno del disallineamento dei gruppi ottici posteriori che procuravano dei cali di qualità drammatici ai bordi dell'immagine.
In sintesi e molto sommariamente.
Per rendere del tutto a "scomparsa" l'obiettivo, i gruppi delle lenti posteriori si spostano lateralmente per creare lo spazio necessario alla completa contrazione dello zoom all'interno del corpo macchina. Nella EXR550 non era raro che, al momento dell'accensione, il riallineamento delle lenti dello zoom non fosse perfetto. Nella EXR770 l’inconveniente è stato risolto brillantemente.
Per il resto la Fujifilm EXR770 ricalca nelle funzioni e nei menù tutte le sorelle che condividono la stessa tecnologia del sensore.

 

Avete mai provato a scattare in una spiaggia affollata con un 500mm montato su una reflex?

Si può scattare nelle funzioni classiche PASM o in quella EXR (totalmente in automatico o scegliendo la funzione manualmente) e ADV. Sul campo. Pronti via. Spingiamo il pulsantino ON e in poco più di un secondo lo zoom è uscito e la macchina pronta a scattare. La Fujifilm EXR770 è piacevole al tatto grazie ad una guaina "gommosa" che la copre totalmente.
Questo migliora il brandeggio generale e la protegge maggiormente dai graffi. Un'esperienza che vi invito a provare è quella di passare in rapida successione da uno scatto con una reflex (tipo) Nikon D3 con tanto di flash e 24-70 f/2.8 ad uno con la Fujifilm EXR. Incredibile quanto possano essere distanti i mezzi fotografici ed è incredibile come ognuno possa offrire, in base alle situazioni fotografiche, delle opportunità per catturare il nostro scatto. Il paradosso è che è la "piccoletta" che offre maggiore numero di pixel e maggiore escursione delle focali.
Questo vuol dire che la EXR770 è meglio della Nikon D3?. Non scherziamo. È ovvio che è un paradosso.
Ma altresì è ovvio che ogni mezzo fotografico presenta aspetti positivi e aspetti negativi per il nostro fotografare. Basta saperli fare nostri. La Fujifilm EXR è piccola e con uno zoom che copre qualsiasi focale desiderata. Ma per ottenere tutto questo bisogna sacrificare dimensioni del sensore e luminosità massima.

Per questo la EXR770 offre il massimo alle basse sensibilità e con le condizione di luci idonee.
Luce che è indispensabile anche per mantenere tempi di scatto adeguati alle lunghe focali per evitare che, un soggetto in movimento, venga mosso.
La lunga escursione, inoltre, comporta una attenzione particolare alla tipologia di esposizione che utilizzeremo. Anche gli utenti più smaliziati infatti, a volte, dimenticano che la misurazione della luce deve essere differente se fotografiamo un panorama con un grandangolare o stringiamo con il tele su un primo piano.
Con le compatte tendiamo spesso a scattare con molta disinvoltura senza tener presente che è sempre un mezzo fotografico e come tale segue le stesse regole che determinano la scrittura della luce.
Per fortuna la SXR770 presenta sul dorso l'accesso diretto a regolazioni come la staratura dell'esposizione e, personalizzando il tasto "Fn", alla fotometria. Inoltre il tasto "F" è una sorta del tasto "Q" della X-Pro1 attraverso il quale (ovviamente in forma molto più ridotta) accedere alle funzioni principali di scatto.

Se teniamo presente queste poche regole ci accorgiamo di quante opportunità fotografiche ci può offrire una compatta di questo tipo. Certo, non possiamo pensare di inseguire con disinvoltura un gheppio in picchiata o realizzare in scioltezza un panning di una moto lanciata a 280 Km. Ma come ho ripetuto più volte ogni mezzo nasce per soddisfare determinate esigenze fotografiche. E la Fujifilm EXR770 nasce per divertirsi ad affrontare quelle situazioni fotografiche ove il minimo indispensabile può essere sufficiente. Io la vedo come la compagna ideale delle passeggiate, delle escursioni e delle situazioni in cui la discrezione può fare la differenza.

Sacattando sia in raw che in jpg, le informazioni catturate dalla Fujifilm EXR770 consentono di realizzare in scioltezza anche post produzioni complesse.

In fondo in poco spazio abbiamo tante cose da poter sfruttare. Uno zoom 20x, un flash perfetto come luce di schiarita, una resa del Jpg in linea con gli standard Fuji, il Raw per le post produzioni più raffinate, le opzioni video e il GPS. Già il GPS. Non me ne ero scordato. In realtà non ho mai attivato questa funzione e perciò non ho idea di come funzioni e a che cosa serva. Prometto che un giorno colmerò questa lacuna. Ma lo farò con calma. Con molta calma. Conclusioni La Fujifilm EXR770 rappresenta una compatta tascabile di nuova generazione.

Esistono prodotti sul mercato più raffinati ma con una escursione focale molto più limitata e prodotti con pari escursioni ma molto ingombranti.
Pur essendo un "compromesso estremo" non emergono grosse lacune che impediscono di affrontare con soddisfazione svariate situazioni fotografiche. Ovviamente non dobbiamo chiederle l'impossibile. La  possiamo infilare nel taschino della giacca sia come unico mezzo fotografico sia per accompagnare l'utilizzo di altri strumenti fotografici. Un secondo corpo da tirar fuori nei momenti in cui le caratteristiche di questa "piccola" macchina fotografica possono far la differenza nel portare o no uno scatto a casa.


File Jpg trattato con Color EFEX4 e Viveza2.

La Fujifilm EXR770 è perfetta per tutte quelle situazioni in cui qualsiasi mezzo fotografico è solo un impiccio in più.

Discrezione e velocità operativa consentono di affrontare anche situazioni fotografiche "da strada".

Curiosità e tirata di orecchie.
Partiamo dalla curiosità.
Ora... non sò se mi è sfuggito qualcosa, ma la Fujifilm EXR770 in funzione EXR scatta anche in Raw e la X10 no.
Lasciando perdere i risultati imprevedibili che si ottengono, questo è un dettaglio che vorrò approfondire.
E passiamo alle tirata d'orecchie.
Anche in considerazione del dimezzamento della risoluzione con l'utilizzo di alcune funzioni EXR, 16MP sono tanti per un sensore così piccolo. Ovvero i benefici che si ottengono sono minori rispetto alle controindicazioni di tale affollamento di elementi sensibili. Personalmente 8-10MP sarebbero stati più che sufficienti.
Questione video: possibile che sia tanto difficile implementare nelle macchine Fujifilm i 25 frame per secondo?