Economia Fotografica: Nikon D70s

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Domenica, 06 Gennaio 2013 Scritto da Max Angeloni

 

Testo e Foto di Max Angeloni

Nel 2004 la fotografia digitale iniziò a fare le mosse decisive che, a breve, l’avrebbero portata a dare scacco matto alla fotografia analogica.

La macchine fotografiche con sensore erano ancora piene di compromessi e il loro mercato era rilegato principalmente al settore delle compatte. Forte era lo scetticismo da parte di che, abituato da sempre alla pellicola, osservava con mal celata perplessità “al silicio” di fascia alta.
Prodotti che presentavano già degli indubbi pregi, soprattutto sotto il profilo della praticità, ma il prezzo molto alto ne sbarrava la diffusione di massa.
La prima Reflex digitale a scendere sotto la soglia (psicologica) dei 1.000 Euro (dollari) fu la Canon 300D. Un plasticone che assomigliava molto ad una toy camera della Disney ma che aveva il merito di offrire un’alta qualità (per allora) di immagine ad un costo “popolare”.

 

La risposta di Nikon non si fece attendere. Anch’essa posizionata, più o meno, nella stessa fascia di prezzo, almeno per il solo corpo. La Nikon D70 però si presentava come una vera macchina fotografica reflex che raccoglieva gli accorgimenti della D100 apportando numerose migliorie sotto il profilo del sensore e dell’elettronica in generale.

Per contenere il prezzo però la Piccola Nikon era costruita in Tailandia, aveva il corpo in materiale plastico, il pentaspecchio al posto del più raffinato pentaprisma e un mirino claustrofobicamente piccolo e buio. Nel suo insieme però la D70 è stata l’antesignana del segmento che oggi chiamiamo semiprofessionali ovvero reflex digitali che contengono tutte le caratteristiche principali dei modelli superiori ma hanno un prezzo più contenuto grazie ad un risparmio globale su alcuni elementi costruttivi e operativi.
In ogni caso la D70 fece rivedere anche a Canon il suo concetto di Entry level.  La risposta fu la 350D, una pietra miliare della fotografia digitale che, con il suo sensore cMos segnò, per molti versi, la strada da seguire nell’interpretazione tecnica di questo segmento.
Ovvero macchine fotografiche molto essenziali ma con sensori (ed elettronica di contorno) molto raffinati.
Da quel momento in poi la strada intrapresa da Nikon con l’adozione dei sensori CCD divenne in salita e bisognerà attendere il 2007 per vedere colmato il gap accumulato con l’eterna rivale. Ma questa è un’altra storia e oggi vogliamo parlare della Nikon D70s.

Nelle situazioni di illuminazione con una latitudine di posa ideale il modo colore di default (modo colore I) restituisce un equilibrio cromatico generale impeccabile.
I due esempi sono scattati in Nef, aperti e salvati con Capture NX2 senza alcun intervento.

 

E per far questo torniamo nuovamente al 2004.
Come abbiamo già accennato la fotografia digitale, pur avendo subito una forte accelerazione, non aveva i ritmi ai quali siamo oggi abituati. Le uscite delle reflex erano poche e cadenzate a lungo termine. Così iniziò a crearsi un paradosso piuttosto particolare.
Le reflex di questo nuovo segmento “economico” erano, spesso e volentieri, più evolute rispetto alle macchine fotografiche di fascia superiore ma più datate. Per esempio. La Nikon D100 nel 2004 aveva già un paio di primavere alle spalle. La nuova D70, pur mantenendo il divario con la sorella maggiore per costruzione del corpo macchina e per l’economico penta specchio al posto del più nobile pentaprisma era, in tutte le sue funzioni legate all’elettronica, più performante.

 

Capture NX2 è uno strumento potentissimo e consente di eseguire uno "sviluppo" dei file Nikon sfruttando correttamente tutte le informazioni acquisite
in fase di scatto. Il sensore CCD da 6MP, pur soffrendo di molte limitazione rispetto ai cMos di ultima generazione, è in grado di restituire una finezza dei
dettagli sorprendente. Inoltre, la bassa densità del sensore, permette di non mettere sotto stress le ottiche ed esaltare le caratteristiche del Nikkor
AF-S 18-70 ED f/3.5-4.5. (foto sviluppata con Capture NX2).

 

Velocità operativa molto più elevata, nuovo esposimetro, nuovo monitor LCD, nuovo sistema con otturatore ibrido (meccanico elettronico) che consentiva di avere una velocità del Sincro Flash pari a 1/500, nuovo precessore e nuovo sensore.
Già, nuovo sensore. In realtà non si è mai capito esattamente in cosa si differenziasse il sensore della D100 da quello della D70. L’unico dato certo è che la prima montava un sensore Sony, la seconda Sanyo. Voci di corridoio (mai confermate) affermavano che gli ultimi modelli della D100 fossero equipaggiati anch’essi dai sensori Sanyo. In ogni caso tutto questo è di scarsa importanza. Anche perché nel 2005 la D70 viene aggiornata con la D70s. Il nuovo modello elimina completamente alcune pecche di gioventù del modello precedente, ed aggiunge alcune migliorie dell’elettronica (aggiornabili via software anche sulla D70), un display LCD più grande un flash che copre maggiormente le focali grand’angolari, una nuova batteria, una nuova disposizione e organizzazione dei menù e un attacco per cavo flessibile. Il prezzo del solo corpo si abbassa leggermente per renderla concorrenziale con la Canon D350 ma il prezzo in Kit rimane sostanzialmente più elevato. Questo perché le D70/D70s non erano equipaggiate con un fondo di bottiglia qualsiasi ma con un’ottica di qualità.

Il Nikkor AF-S 18-70 ED f/3.5-4.5 era e rimane uno dei migliori obiettivi mai prodotti per il formato DX di Nikon.  Con un 15 lenti in 13 gruppi con 3 lenti in vetro ottico ED (per ridurre l'aberrazione cromatica ed offrire un elevato contrasto ed alta risoluzione) e il sistema di motorizzazione SWM il 18-70 in accoppiata con la D70(s) consentiva di affrontare in scioltezza la maggior parti delle situazioni fotografiche più comuni.
Ed è proprio questa accoppiata con 8 primavere sulle spalle la protagonista della nostra prova. Una prova di “fotografia economica” ovviamente. Una prova che con una spesa compresa tra i 250/300 Euro permette a chiunque di entrare nel mondo della fotografia dalla porta principale senza alcun rimpianto per i corredi di ultima generazione.

Il fenomeno del blooming è piuttosto evidente quando il sole entra nella scena fotografata. Il problema si risolve chiudendo il diaframma.
Nell'esempio a sinistra f/4.5 a destra f/22

 

Un altro aspetto che bisogna tener presente scattando con i sensori CCD di "vecchia" generazione è la possibile comparsa di artefatti. Molto probabilmente il
tutto è attribuibile ad un filtro anti alias molto leggero piuttosto che alla tipologia del sensore. In compenso il dettaglio generale che possiamo ottenere è sorprendente
soprattutto in relazione alla bassa risoluzione nominale.

Con la D70s non è possibile scattare in Bianco e Nero direttamente in macchina. Al contempo è possibile ricostruire questa situazione fotografica con Capture NX2.
In questo caso è stato unicamente selezionato il modo colore Bianco e Nero con filtro rosso e salvato il file.

 

Oltre ad utilizzare i modi colore nativi, con Capture NX2 è possibile sfruttare i Picture Control di nuova generazione. Nell'esempio abbiamo utilizzato
il Picture Control "Paesaggio".

 

File aperto con Capture NX2 e salvato dopo aver applicato unicamente il Picture Control "Saturo".


I file della D70s soffrono di evidente rumore agli alti Iso. A 1600 Iso presentano un degrado dell'immagine piuttosto evidente. Nonostante questo
riescono a sopportare ancora una post produzione anche molto spinta. Nell'esempio il file scattato a 1600 Iso è stato sottoposto ad una lavorazione
estremamente accentuata con Lightroom 4, Color Efex Pro 4 e Viveza 2.

 

Il Nikkor AF-S 18-70 ED f/3.5-4.5 è un'ottica di qualità ben differente dai Kit oggi offerti in bundle con le macchine fotografiche.
Difficile trovarne difetti soprattutto in relazione al prezzo basso di commercializzazione nel mercato dell'usato.

 

Conclusioni

La Nikon D70s è una Reflex digitale che ha ancora molto da dare a tutti gli appassionati di fotografia. Rapida e bene dimensionata consente di istaurare un feeling immediato con il fotografo. Le funzioni principali sono tutte attivabili senza passare dai menu. Al pari delle macchine fotografiche di alta fascia ha due ghiere separate per la regolazione dei tempi e dei diaframmi. L’autofocus è rapido e preciso e i colori “tradizionali” Nikon ritrovano quello smalto e quell’equilibrio che, a volte, con l’introduzione dei Pictures Control, si sono persi.

Il Nikkor 18-70 è un piccolo gioiello che riesce a spremere tutto quanto c’è di buono dal sensore CCD da 6MP.
Ovviamente gli anni sulle spalle pesano soprattutto per alcuni aspetti legati strettamente all’elettronica che gestisce il processo di immagine. La sensibilità massima si ferma a 1600 Iso. Il fenomeno del blooming è piuttosto frequente nelle situazioni fotografiche in cui la luce del sole crea un forte contrasto con l’illuminazione globale della scena. L’esposimetro tende a lavorare in maniera conservativa alfine di gestire al meglio la gamma dinamica piuttosto ristretta. Il sensore CCD da 6 MP può creare artefatti.

Ma sono tutti aspetti che si possono superare sia perché non rappresentano una limitazione della stragrande maggior parte delle situazione fotografiche sia perché la leggerezza dei file Raw consente di effettuare la fase di sviluppo in scioltezza anche con programmi potenti e pesanti come Capure NX.

 

 

Prezzi

Corpo macchina Nikon D70/D70s: Euro 130/250

Obiettivo Nikkor AF-S 18-70 ED f/3.5-4.5: Euro 100/150

Kit Nikon D70/D70s + Nikkor AF-S 18-70 ED f/3.5-4.5: Euro 220/300