Nikon D2x e D2h: regine detronizzate?

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Mercoledì, 16 Settembre 2009 Scritto da Max Angeloni

Come accennato in questo articolo la D2X è tornata a far parte del mio corredo. Grazie a Pino Dedeu di Metrophoto, non solo ho avuto il piacere di fotografare nuovamente con la "vecchia" ammiraglia ma di avere l'ultimissima versione marchiata D2Xs. Ora... è "ricostruendo" l'esperienza con questo modello mi sono accorto che era necessario rivedere alcune cose scritte in precedenza. Per prima cosa la versione "liscia" e la versione marchiata "s" non sono esattamente la stessa macchina e che il solo aggiornamento firmware non è sufficiente a pareggiare le prestazioni dei due modelli. Per seconda cosa, il fatto di aver sovrapposto l'utilizzo della D2Xs con quello della D3, mi ha "ricordato" di quanto sia differente ...in tutti gli aspetti... la filosofia delle macchine "expeed" e di quelle che le hanno precedute. Filosofia che non solo riguarda la fase di scatto ma... anche... quella della post produzione.

Ecco perché... in grassetto... ho riportato alcune correzioni e aggiornamenti all'articolo.


Panta rei!

Tutto scorre e tutto si trasforma... ma le attrezzature fotografiche scorrono e si trasformano ancora più rapidamente.

Anche se sembrano passate generazioni in realtà sono trascorsi appena una manciata di anni da quando il digitale si è affermato come standard per la fotografia.

A contribuire a tale rapida e capillare diffusione due fattori su tutti:

prezzi sempre più accessibili man mano che l'espansione del marcato si andava dilatando;

apparecchi professionali in grado di sostituire per qualità e facilità di gestione del flusso di lavoro le macchine fotografiche analogiche.

Due di queste macchine sono proprio D2x e la D2h.

 

Analizzare puntigliosamente le caratteristiche al tempo della loro immissione nel mercato sarebbe anacronistico ma valutare le peculiarità in confronto alle reflex odierne può essere interessante sopratutto in constatazione dei prezzi dell'usato.

Partiamo dalla più "piccola"

La D2h (annunciata nel Luglio 2003) era la sportiva della casa giallo nera. Due caratteristiche su tutte spiccavano al momento dell'annuncio: velocità operativa (autofocus e cadenza di scatto) e un sensore rivoluzionario (LBCast)  di bassa risoluzione (anche per allora) ma che prometteva uno standard elevatissimo di immagini con un rumore contenuto alle alte sensibilità.

In effetti sotto il profilo della velocità operativa e della qualità di immagine nessuno ebbe da obiettare ma per quanto riguardava il rumore ad alti Iso più di qualcuno storse il naso.

In più Canon da li a poco avrebbe annunciato la 1D MII (annunciata nel Gennaio 2004) reflex che a parità di velocità operativa aveva un sensore più grande, il doppio della risoluzione e una resa agli alti Iso molto efficace.

Insomma... se nelle intenzioni di Nikon la D2h doveva essere la reflex digitale predestinata ad intaccare la supremazia Canon nella fotografia sportiva, nella realtà, solo nel 2007 con l'avvento della D3...e il sensore FX.. per la prima volta dai tempi dell'introduzione di Canon del sistema EOS, Nikon ha invertito la tendenza. Ma questa è un'altra storia

Alla D2h seguì (annunciata nel Febbraio 2005) la D2hs.

La "s", come gli utenti Nikon ben sanno, viene utilizzata per contraddistinguere modelli di macchine fotografiche che hanno subito lievi miglioramenti. Miglioramenti che, nel digitale, possono in gran parte essere implementati nella "vecchia" macchina con l'aggiornamento dell firmware. Nel caso della D2hs il restyling invece è stato radicale. Tutta l'architettura del sensore è stata rivista e, pur mantenendo la medesima risoluzione del modello "liscio",  le prestazioni generali, e in particolar modo quella agli alti Iso, sono sensibilmente migliorate.

Non è un caso che nel mercato dell'usato il divario di quotazione tra la D2h e la D2hs sia molto ampio.

La storia della D2x è differente ma la "questione" che lega a doppio i modelli Nikon e Canon è sempre quella.

Annunciata in contemporanea con la Canon 1Ds MII nel Settembre 2004 la nuova ammiraglia Nikon utilizzava un sensore "ridotto" APSc al contrario del Full Frame (o 35mm o formato Leica che dir si voglia) della storica "rivale".

Non potendo competere sullo stesso campo di battaglia la Nikon ebbe la saggia idea di "disallineare" il proprio modello sia nella fascia di prezzo sia nelle caratteristiche principali e accessorie ....pur mantenendo sostanzialmente uguale la destinazione d'uso.

Questa strategia risultò vincente e un confronto che all'inizio sembrava impari, allo stato delle cose, finì in un sostanziale pareggio.

La D2X rispetto alla 1Ds MII era più "economica"...molto versatile e godeva di un parco ottiche dedicato al formato DX di altissimo livello.

Al contrario la Canon, pur disponendo del massimo della tecnologia disponibile si rivelò più come un'alternativa ad una medio formato la cui destinazione naturale era la sala da posa. Infatti il grande formato del sensore, se da una parte comportava indubbi vantaggi, dall'altra riproponeva problematiche che con il sensore APSc erano molto minori.

Non a caso i firmware e i software della nuova generazione di FF implementano tutti funzioni come la riduzione automatica della vignettatura e correzione delle aberrazioni cromatiche.

Inoltre la D2x aveva la possibilità di fotografare in formato ridotto ma con una raffica di scatto pari alle reflex dedicate allo sport.

Insomma una macchina vincente? No...o meglio... non del tutto. Infatti il bisogno di utilizzare una alta risoluzione (per allora) e restituire un dettaglio altissimo si pagava con una rumorosità piuttosto evidente alle medie e alte sensibilità.

Per carità... considerare naturale fruire dei 1600 o 3200 Iso è cosa recente, ma da una macchina da quasi 5.000 Euro in molti si aspettavano una resa migliore almeno a 800 Iso.

Alla D2x seguì la D2xs (annunciata nel giugno 2006). Anche se in modo meno evidente della D2hs, non tutti miglioramenti si potevano implementare via firmware sul modello precedente. Oltre alle modifiche "fisiche", quali il monitor di maggior qualità e la cornice che oscurava il mirino in caso di utilizzo "ridotto", anche alcuni elementi dell'elettronica sembrerebbero differenti.

Recentemente ho avuto la conferma che il luogo comune che assegna di "ufficio" lo stesso sensore a macchine che hanno la medesima risoluzione, ho hanno goduto di un restyling, è del tutto infondata.

Per farla breve... la D90 non ha lo stesso sensore e circuiteria della D300 che a sua volta non ha lo stesso sensore e circuiteria della D300s.

Il sensore... in linea generale... non è solo un elemento in cui sono collocati in ordine omogeneo i fotodiodi deputati a catturare la luce. In realtà è un'unità molto complessa in cui i pixell sono solo uno dei "mattoncini" che lo compongono"

Per esempio... nella D3s il sensore è stato ridisegnato completamente anche in componenti come il filtro passo basso, la distribuzione dei pixell, e la circuiteria interna. E se l'elettronica...seppur simile... non è la stessa...anche il comportamento della macchina... seppur in maniera non eclatante... risulterà differente.

Ora... è evidente che si parla più di affinamenti che di stravolgimenti e che...per esempio... tra D2X e D2xs le differenze saranno molto minori rispetto alla D200 e D300. Nè... ad oggi... mi è dato sapere quali siano le reali modifiche effettuate sull'elettronica della D2xs.

Ma tant'è.

E allora... quale motivazioni o necessità possono oggi giustificare l'acquisto di queste reflex?

Tante... e nessuna.

Ovvero... in casa Nikon le macchine dell'ultima generazione hanno fatto non uno...ma due o tre passi avanti. Una trasformazione che non solo ha cancellato di colpo i compromessi presenti nei precedenti modelli ma che, per la prima volta, ha fatto vacillare il primato Canon sia nel settore generale delle reflex digitali sia in quello sportivo (dominio che risaliva ai tempi dell'introduzione del sistema Eos).

Ma qui stiamo parlando di due "ammiraglie" e come tali, nonostante il "salto generazionale", hanno alcune aspetti e peculiarità che ancora oggi possono essere considerate adeguate alle proprie necessità fotografiche.

Partiamo dalla D2h e la D2hs

La Versione "liscia" si trova a 400/600 euro.

Corpo, autofocus, velocità della raffica e qualità di immagine alle basse sensibilità (200 Iso) non hanno nulla da invidiare ai nuovi modelli. I 4 mpx, se a molti possono sembrare pochi e anacronistici al contrario possono essere un vantaggio tenendo presente il concetto che la qualità e senza dubbio migliore della quantità.

La D2h infatti ha adottato il filtro antialiasing molto leggero. Tale soluzione ha consentito di ottenere file con una quantità di informazioni senza pari. Dettaglio e capacità di interventi sul Raw hanno dell'incredibile. Questo permette, da una parte di ottenere ingrandimenti molto spinti senza perdita della qualità, dall'altra di avere tutti i benefici dei file "leggeri". Paradossalmente i 4 Mpx della D2h accoppiati ad un obiettivo di alto rango hanno una qualità e fruibilità molto maggiore rispetto ai 12 o più mpx di molte Reflex APSc attuali corredate ad un'ottica non di alta qualità.

Di contro questa "superiorità" vale solo per i 200 (e forse 400) Iso, il monitor è qualcosa di inguardabile (per di più con una longevità piuttosto ridotta), il bilanciamento del bianco in automatico è deludente rispetto a quello in dotazione alle Reflex attuali.

È difficile consigliare la D2h come prima macchina ma certo è che... chi necessità o desidera un secondo corpo macchina per tutte le situazione in cui basse sensibilità, leggerezza dei file e velocità di scatto possono risultare vincenti, una D2h (in buone condizioni) può realmente tornare utile.

La D2hs purtroppo ha un prezzo ancora troppo alto sul mercato dell'usato. Quando per la stessa cifra si trova una D300 usata è difficile optare per il modello più datato.

Paradossalemte come secondo corpo (magari per chi ha una D3 o D700) ha un suo perché. E i suoi perché sono gli stessi della D2h con in più una qualità globale della macchina superiore.

Per la D2x il discorso è differente. Questa Nikon è una macchina molto eclettica e pur pagando gli stessi difetti della D2h rispetto ai modelli attuali (monitor inadeguato, bassa qualità alle medie e alte sensibilità, bilanciamento del bianco in automatico poco preciso) ha una qualità di immagine alle bassissime sensibilità che ha dell'incredibile.

Dai primi confronti fatti con i nuovi modelli (D300, D3) pensavo che fosse la poca confidenza con le ultime reflex a farmi apparire i 100 iso della D2x qualitativamente migliori a livello di dettagli catturati e tridimensionalità di immagine.

Certo.. non si trattava di differenze marcate e queste inaspettate prestazioni della D2x si rivelavano principalmente negli scatti in situazione di luce controllata e di still life.

Per mia fortuna molti altri fotografi mi confermarono direttamente di aver avuto la stessa sensazione così come sulla rete si iniziarono a leggere testimonianze che avvaloravano tale tesi.

Evidentemente anche qui (come per la D2h) siamo di fronte ad una scelta progettuale che privilegiava una marcata ricchezza di dettaglio a discapito... per esempio... della resa agli alti iso.

Un altro motivo che potrebbe indurre in tentazione l'acquisto di questa Nikon potrebbero essere la sensibilità minima disponibile di 100 iso. La velocità massima dei sincroflash ormai si è attestata ad 1/250 e in alcune situazioni di fotografia in esterni con i flash è facile trovarsi a dover utilizzare diaframmi molto chiusi. Recuperare uno Stop di sensibilità verso il basso può tornare molto utile sopratutto per far lavorare l'obiettivo con diaframmi ottimali.

Arriviamo alle conclusioni. Vale la pena comprare una D2x oggi?

Il prezzo dell'usato varia da 900-1100 per la versione "semplice" e 1300-1600 per la D2xs. Pertanto il confronto con la D300 o D300s è conseguenziale.
Anche qui, per me, come scelta di un'unica macchina le nuove Nikon si rivelano decisamente più complete e meno "complicate".

Inoltre la D2x(s) è assetata di ottiche in grado di fornire una risolvenza ai massimi livelli per poter spremere al massimo le potenzialità della macchina.
Le nuove Nikon FX...al contrario... sono in grado di ridare lustro anche a vecchi obiettivi dimenticate nel cassetto.

Il Nikon 80-400 su D3/D700... per esempio... ha una resa decisamente superiore rispetto a quella osservata con la D2Xs.

Di contro il Nikon AFs 60 G su D2X(s) risolve un dettaglio molto più alto rispetto a quello ottenuto (seppur altissimo) sulle nuove macchine FX.
A spanne...e con i parametri di Captur NX...diciamo che... per ottenere la nitidezza a 100 iso dei raw della D2Xs impostati a 2 su 9, i file della D700 devono avere la nitidezza impostata a 7 su 9
.
Certo è che i file delle nuove ammiraglie possono essere maltrattati senza alcun riguardo in post produzione. Quelli della vecchia serie D2 decisamente meno...sopratutto per quanto riguarda la nitidezza e il recupero delle alte luci.

In conclusione... anch'io all'epoca abbandonai la D2x per la D300. Ma ora, avendo nel corredo solo macchine FF, ho fatto tornare una D2xs nella mia borsa. Il fattore di moltiplicazione x1,5, i 100 Iso, la qualità di immagine a 100-200 Iso sono aspetti che possono tornare utili in diverse situazioni. Situazioni molto particolari... certo... ma sempre situazioni in cui la "vecchia" ammiraglia sembra proprio non volerne sapere di abdicare.