Natale di Roma in... Manual Focus

Categoria: Reportage Pubblicato: Lunedì, 27 Aprile 2015 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni

Come cercare di essere originali in un evento in cui sono accreditate oltre 150 tra giornalisti, fotografi e televisioni?

Quando un fotografo ha l’esclusiva di un evento ha un ampio ventaglio di opportunità narrative tra le quali scegliere.
Quando invece si ritrova in situazioni in cui tra fotografi professionisti, amatoriali e del tutto improvvisati è facile prevedere una proliferazione di immagini fotocopia che creeranno la spiacevole sensazione delle cose viste e riviste.
Inoltre…l’abbondanza di fotografi improvvisati comporta un’ulteriore complicazione.
Hai sempre qualcuno con la macchina fotografica in mezzo ai …emmm…alle scatole. Non solo un elemento costante di disturbo tra te e il soggetto. Ma sorta di branco di salmoni che ondeggia in maniera disarmonica avventandosi sui soggetti da fotografare come fossero in preda ad una sorta di eccitazione da frega riproduttiva.
Per carità. Io non ho nulla contro questa tipologia di fotografi. Anzi. Sostengo sempre che per la fotografia più persone appassionate vengono coinvolte e meglio è per tutti quanti. Ma è indiscutibile che questo sia un problema in più da affrontare se si vuole portare a casa un buon lavoro.
Personalmente, quando voglio raccontare una giornata, porto con me una macchina e un obiettivo a focale fissa.
Nulla di più.


La borsa, una volta tolta la macchina, la utilizzo per metterci una giacchetta antipioggia, viveri di conforto, una bottiglietta d’acqua, la borsetta del tabacco, una batteria di riserva e per poggiarci la felpa man mano che il sole si alza sull’orizzonte e la temperatura aumenta.
La borsetta è sempre la stessa, sia che si tratti della Fujifilm X100T che della Nikon D810.
Per me è un tascapane e non la borsa del corredo fotografico.


Perché dico tutto questo.
Il reportage è un racconto e si può decidere a priori come raccontarlo. Lo stile narrativo, cosi come per le parole, esiste anche nel raccontare avvenimenti con le immagini.
Scattare foto a casaccio non è raccontare un avvenimento ma fare solo le foto così come ci si offrono e in maniera per lo più casuale.
Per carità, non fraintendetemi anche qui, delle foto belle o addirittura bellissime, si possono fare anche così. Ma non è un racconto.
Un racconto ha un filo conduttore narrativo che, scatto dopo scatto, ci parla di qualcosa.
Per questo trovo d’aiuto l’utilizzo di un solo obiettivo a focale fissa. E un discorso soggettivo ovviamente, ma avere un unico punto di “visione” mi aiuta a raccontare le cose da un unico punto di vista. Non cado nella tentazione di passare da un’inquadratura grand’angolare ad una strettissima. Non incorro nell’errore di cambiare obiettivo ogni 5 minuti perché devo trovare una motivazione al copioso corredo che mi sono trascinato sulle spalle.
Ripeto… è una scelta soggettiva e come tale non rappresenta un dogma o una regola imprescindibile da rispettare.
Ma tant’è.


Ho la fortuna di collaborare spesso con gli amici del Gruppo Storico Romano. E questa amicizia mi ha consentito di realizzare numerosi lavori e progetti con loro.
Dai primi due capitoli di “Tra fede e Storia” (DCCC Ab Urbe Condita e Via Crucis – La Via Dolorosa) ai numerosi eventi da loro magistralmente organizzati come le Idi di Marzo di quest’anno che sono state realizzate, per la prima volta nella storia, proprio nel sito archeologico dove si suppone che Giulio Cesare sia stato assassinato.
Il Natale di Roma è un evento straordinario. Introdotti i festeggiamenti dall’imperatore Claudio nel 47 dopo Cristo in occasione degli 8 secoli dalla fondazione delle citta eterna, questa celebrazione ha un forte significato simbolico.
Migliaia di rievocatori provenienti da tutta Europa confluisco all’interno del Circo Massimo riportando indietro nel tempo le lancette della storia. Non solo Legionari ma anche senatori, imperatori, re, schiavi, gladiatori e popolazioni barbare in un solo luogo a rievocare quali sono le nostre radici.
Radici capaci di attirare centinaia di migliaia di spettatori ogni anno e un impressionante abbraccio di persone festanti che accompagna il corteo storico durante la sfilata lungo le vie e i luoghi più celebri di Roma.
Non si può essere banali. Un bravo fotografo non può essere banale. Le sue immagini sono una testimonianza visiva capace di narrare una storia. Una storia lunga 28 secoli.
Non importa che imprevisti e quale difficoltà si potranno incontrare. Dobbiamo cercare di essere bravi e originali. Originali nello stile di narrazione fotografica parte anche dallo scegliere il corredo più adatto alla specifica esigenza.
Non ho mai nascosto la mia predilezione per i sistemi CSC soprattutto per la fotografia di reportage. Ma in alcuni casi, l’avere a disposizioni alcune delle ottiche fisse migliori al mondo per reflex, mi fa propendere nella scelta proprio verso questo sistema.
Con il Nikkor 35mm f/1.4 avevo già fotografato in occasione di un altro Natale di Roma. Lo Zeiss Otus 55 f/1.4 si era dimostrato lo strumento perfetto per le vie di Canosa in occasione della processione della Desolata del sabato Santo 2014.
Per quest’occasione ho optato per una focale medio lunga.
Nikon D810 per scattare a bassissima sensibilità (Iso 64) e Zeiss Otus 85 f/1.4.
Un’ottica fissa, tele e maunual focus in mezzo a centinaia di zoom.
Sicuramente le premesse per essere originali ci sono… poi nella pratica, saranno solo le nostre capacità fotografiche a fare la differenza.

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/3200, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2500, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,8, Iso 64

 

 

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/3200, f/1,4, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/640, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2500, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2500, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,8, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/3200, f/2, Iso 64

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1000, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1250, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/3200, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2500, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/800, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/2000, f/1,6, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1250, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1600, f/2,5, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1250, f/2,5, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/4000, f/1,4, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/640, f/2, Iso 64

 

Nikon D810, Zeiss Otus 85mm - 1/1250, f/2, Iso 64