Fujifilm X100T

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Martedì, 16 Giugno 2015 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni

19 settembre 2010
Questa è una data importante per Fujifilm.
Viene annunciata la X100 ed inizia il cammino che la porterà a sviluppare il sistema X concretizzandolo nel 2012 con l’immissione sul mercato della X-Pro1 e le prime tre lenti a marchio Fujinon.
Anche per me quella del 19 settembre 2010 è una data importante... fotograficamente parlando.
Ritorno a Fujifilm dopo l’esperienza pluriennale con la Reflex S5.
Trovo finalmente un’alternativa leggera e di qualità alla reflex per tutte quelle situazioni fotografiche che non giustificavano il trasporto di pesi e ingombri.
Inizio anch’io il cammino che mi porterà da li a breve a diventare uno dei primi tre X-Photographer Italiani.
E per ultimo…La X100 è la prima e unica macchina fotografica che mi hanno rubato.
Per l’insieme di tutti questi motivi ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con questa macchina fotografica. Un rapporto in cui l’amore alla fine ha avuto il sopravvento e mi ha portato, a 4 anni di distanza, a ritornare alle origini. Origini con una “T” in più.
E si… mi ricordo bene dei primi scatti con la X100. Mi ricordo la meraviglia per le potenzialità raccolte in uno strumento così piccolo ma anche le indecisioni operative che a volte ti spingevano a sbattere al muro la macchina. Mi ricordo il piacere di scattare con una simil telemetro dopo aver abbandonato definitivamente il sistema M di Leica e dei rimpianti per non aver più a disposizione il super CCD della S5 a favore di un “comune” sensore CMOS.

2010, September 19th
This is a really important day for Fujifilm.
It's X100's announcement day, the beginning of the a new era for Fujifilm since the X100 will be the cornerstone for the brand new X system that will see the light in 2012 with the announcement of the X-Pro1 and the very first 3 Fujinon XF Lenses.
That day was very important for my photographic  "life" since I finally had a Fujifilm camera in my hands after several years with the S5 DSRL.
This is because I finally had the chance to use a quality, lightweight camera for all those situations where there were no need to bring my heavy and bulky gear.
That was the first step of the photographic path that lead me to be one of the three first Italian X-Photographers.
Last, but not least...The Fuji X100 is the first and only camera that I was ever stolen.
Because of these factors, I have always had a love-hate relationship with the X100. Four years later I can say that love won the fight since I decided to go back to the roots, with just a "T" more.
I still remember my first shots with the X100. I remember the astonishment for the potential of such a small tool, but I also remember all those quirks that sometimes made me want to toss the camera against a wall. I remember the pleasure of shooting with a rangefinder-style camera after I quit from the Leica M system but, at the same time, I remember the regret of having a "normal" CMOS instead of the Super CCD that equipped the S5Pro (Read English version here).

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Fujifilm X100T

Categoria: English Pubblicato: Martedì, 16 Giugno 2015 Scritto da Max Angeloni

Text & Photos by Max Angeloni Translation by Luca Petralia

2010, September 19th
This is a really important day for Fujifilm.
It's X100's announcement day, the beginning of the a new era for Fujifilm since the X100 will be the cornerstone for the brand new X system that will see the light in 2012 with the announcement of the X-Pro1 and the very first 3 Fujinon XF Lenses.
That day was very important for my photographic  "life" since I finally had a Fujifilm camera in my hands after several years with the S5 DSRL.
This is because I finally had the chance to use a quality, lightweight camera for all those situations where there were no need to bring my heavy and bulky gear.
That was the first step of the photographic path that lead me to be one of the three first Italian X-Photographers.
Last, but not least...The Fuji X100 is the first and only camera that I was ever stolen.
Because of these factors, I have always had a love-hate relationship with the X100. Four years later I can say that love won the fight since I decided to go back to the roots, with just a "T" more.
I still remember my first shots with the X100. I remember the astonishment for the potential of such a small tool, but I also remember all those quirks that sometimes made me want to toss the camera against a wall. I remember the pleasure of shooting with a rangefinder-style camera after I quit from the Leica M system but, at the same time, I remember the regret of having a "normal" CMOS instead of the Super CCD that equipped the S5Pro.

19 settembre 2010
Questa è una data importante per Fujifilm.
Viene annunciata la X100 ed inizia il cammino che la porterà a sviluppare il sistema X concretizzandolo nel 2012 con l’immissione sul mercato della X-Pro1 e le prime tre lenti a marchio Fujinon.
Anche per me quella del 19 settembre 2010 è una data importante... fotograficamente parlando.
Ritorno a Fujifilm dopo l’esperienza pluriennale con la Reflex S5.
Trovo finalmente un’alternativa leggera e di qualità alla reflex per tutte quelle situazioni fotografiche che non giustificavano il trasporto di pesi e ingombri.
Inizio anch’io il cammino che mi porterà da li a breve a diventare uno dei primi tre X-Photographer Italiani.
E per ultimo…La X100 è la prima e unica macchina fotografica che mi hanno rubato.
Per l’insieme di tutti questi motivi ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con questa macchina fotografica. Un rapporto in cui l’amore alla fine ha avuto il sopravvento e mi ha portato, a 4 anni di distanza, a ritornare alle origini. Origini con una “T” in più.
E si… mi ricordo bene dei primi scatti con la X100. Mi ricordo la meraviglia per le potenzialità raccolte in uno strumento così piccolo ma anche le indecisioni operative che a volte ti spingevano a sbattere al muro la macchina. Mi ricordo il piacere di scattare con una simil telemetro dopo aver abbandonato definitivamente il sistema M di Leica e dei rimpianti per non aver più a disposizione il super CCD della S5 a favore di un “comune” sensore CMOS (Leggi la versione in Italiano).

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Ibelux 40mm f/0.85

Categoria: English Pubblicato: Martedì, 06 Gennaio 2015 Scritto da Max Angeloni

Text and Photos by Max Angeloni - Translated by Luca Petralia

Technology allows us to easily boost the sensor sensitivity. So...What can an ultra bright lens add to our photography?
Well...it's not all about light gathering...

At the times of film photography the film shortcomings were clearly visible in poor lighting conditions.
That's why ultra bright lenses could be an indispensable tool to get enough light to be able to take the picture you wanted.
Lenses such as the Carl Zeiss Planar 50mm F/0.7, originally designed for the Apollo space missions and then modified to be used by Stanley Kubrick on Barry LYndon's candlelight scenes, made the history of photography thanks to its brightness.
Talking about photography oriented lenses, Leica's Noctilux represented a dream for generations of photographers. Talking about reflex lenses, the maximum brightness that you can find is F/1.2. There have been some exceptions, i.e. Canon's 50mm F/1.0, but the final results were not so exceptional so that Canon itself decided to go back to F/1.2 for the new release of the lens.

La luminosità di un obiettivo non rappresenta solo la possibilità di scattare in condizione di luce molto flebile. 

La tecnologia, oggi, ci consente di utilizzare le alte sensibilità sempre con maggior scioltezza.
 Quindi… in sintesi… cosa può aggiungere un obiettivo super luminoso al nostro fotografare?

Con la pellicola, i limiti del film erano evidenti in caso di fotografia effettuata in caso di scarsa illuminazione.
Ecco che le ottiche eccezionalmente luminose potevano rivestire un ruolo determinante al fine di realizzare o no una fotografia.

Nella storia è entrato il Carl Zeiss Planar 50mm f/0.7 realizzato, per le missioni Apollo ed adattato per il Barry Lyndon di Stanley Kubrick per filmare le scene a lume di candela.

Rimanendo strettamente nel campo della fotografia i Noctilux di Leica hanno fatto sognare intere generazioni.
 Nel campo delle reflex invece il limite massimo si è attestato mediamente a f/1.2, con le dovute eccezioni.
Eccezioni come il Canon 50mm f/1.0 L USM. Eccezioni di discutibile resa finale tanto che la stessa Canon ha portato nuovamente a f/1.2 la luminosità massima nella nuova versione di questo obiettivo. (Versione in Italiano)

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Ibelux 40mm f/0.85

Categoria: Prova sul campo obiettivi Pubblicato: Martedì, 06 Gennaio 2015 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni

 

 

La luminosità di un obiettivo non rappresenta solo la possibilità di scattare in condizione di luce molto flebile. 

La tecnologia, oggi, ci consente di utilizzare le alte sensibilità sempre con maggior scioltezza.
 Quindi… in sintesi… cosa può aggiungere un obiettivo super luminoso al nostro fotografare?

Con la pellicola, i limiti del film erano evidenti in caso di fotografia effettuata in caso di scarsa illuminazione.
Ecco che le ottiche eccezionalmente luminose potevano rivestire un ruolo determinante al fine di realizzare o no una fotografia.

Nella storia è entrato il Carl Zeiss Planar 50mm f/0.7 realizzato, per le missioni Apollo ed adattato per il Barry Lyndon di Stanley Kubrick per filmare le scene a lume di candela.

Rimanendo strettamente nel campo della fotografia i Noctilux di Leica hanno fatto sognare intere generazioni.
 Nel campo delle reflex invece il limite massimo si è attestato mediamente a f/1.2, con le dovute eccezioni.
Eccezioni come il Canon 50mm f/1.0 L USM. Eccezioni di discutibile resa finale tanto che la stessa Canon ha portato nuovamente a f/1.2 la luminosità massima nella nuova versione di questo obiettivo.

Technology allows us to easily boost the sensor sensitivity. So...What can an ultra bright lens add to our photography?
Well...it's not all about light gathering...

At the times of film photography the film shortcomings were clearly visible in poor lighting conditions.
That's why ultra bright lenses could be an indispensable tool to get enough light to be able to take the picture you wanted.
Lenses such as the Carl Zeiss Planar 50mm F/0.7, originally designed for the Apollo space missions and then modified to be used by Stanley Kubrick on Barry LYndon's candlelight scenes, made the history of photography thanks to its brightness.
Talking about photography oriented lenses, Leica's Noctilux represented a dream for generations of photographers.
Talking about reflex lenses, the maximum brightness that you can find is F/1.2. There have been some exceptions, i.e. Canon's 50mm F/1.0, but the final results were not so exceptional so that Canon itself decided to go back to F/1.2 for the new release of the lens. (English version Here)

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Zeiss Otus 85mm: prime impressioni

Categoria: Prova sul campo obiettivi Pubblicato: Giovedì, 09 Ottobre 2014 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni



Ecco un caso perfetto in cui si potrebbe prendere un articolo già scritto, cambiare il nome dell’obiettivo, e pubblicare il tutto senza il rischio di commettere errori.
L’articolo a cui mi riferisco è quello sullo Zeiss Otus 55mm.
Per chi ha già letto l’articolo o per chi non vuole prendersi la briga di scorrere i contenuti che ho scritto, cercherò di riassumere i concetti generali che contraddistinguono questa nuova linea di obiettivi creati da Zeiss.


This is one of those field test when you can just take what is already written about another lens, and then just change the title, the name of the lens, without any risk of mistakes.
I'm talking about our Zeiss Otus 55mm Field Test.
For those who already read the article, or for those who just don't want to deepen the knowledge of what I wrote, I will just summarize the concepts behind this new Zeiss lenses lineup. (English Version Here)

 

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Zeiss Otus 85mm: first impressions

Categoria: English Pubblicato: Sabato, 20 Settembre 2014 Scritto da Max Angeloni

Text and Photos by Max Angeloni - Translated by Luca Petralia



This is one of those field test when you can just take what is already written about another lens, and then just change the title, the name of the lens, without any risk of mistakes.
I'm talking about our Zeiss Otus 55mm Field Test.
For those who already read the article, or for those who just don't want to deepen the knowledge of what I wrote, I will just summarize the concepts behind this new Zeiss lenses lineup.

Ecco un caso perfetto in cui si potrebbe prendere un articolo già scritto, cambiare il nome dell’obiettivo, e pubblicare il tutto senza il rischio di commettere errori.
L’articolo a cui mi riferisco è quello sullo Zeiss Otus 55mm.
Per chi ha già letto l’articolo o per chi non vuole prendersi la briga di scorrere i contenuti che ho scritto, cercherò di riassumere i concetti generali che contraddistinguono questa nuova linea di obiettivi creati da Zeiss. (leggi articolo in Italiano)

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Fujifilm X-30 First Sample Images

Categoria: Prove corpi macchina Pubblicato: Lunedì, 25 Agosto 2014 Scritto da Donato Chirulli

Fujifilm X-30 (Proto-type) - Jpeg OOC - Film Simulation: Velvia

Giusto un paio di mesi fa, ho ricevuto una gradita richiesta dal Giappone: fare un test con un prototipo della nuova Fujifilm X-30.

Era un prototipo talmente ben mascherato da X-20... che non ho potuto apprezzarne le numerose migliorie "pratiche" ma solo ricavarne una serie d'immagini da rispedire in Giappone per l'opportuna valutazione.

La X-30 mantiene comunque sensore ed ottica del modello precedente. Quello che cambia è naturalmente il firmware, con l'introduzione della nuova simulazione pellicola "Classic Chrome" (dovrebbe emulare la pellicola invertibile Ektachrome). Non sono a conoscenza di eventuali altri interventi su software/processore, ma le immagini ricavate mi sembrano di ottima qualità e, per quello che ricordo, anche un qualcosa meglio rispetto alla X-20 da me provata l'anno scorso.

Lo ripeto, le immagini che seguono sono state realizzate con un prototipo della X-30 ma penso che, almeno in Italia, siano le prime in assoluto realizzate con questa fotocamera..... Mi fa piacere quindi offrirle ai nostri affezionati lettori, per una prima (sia pur sommaria) presa di contatto con il nuovo gioiellino di casa Fuji.

Just a couple of months ago, I received a pleasant request from Japan: making a test with a prototype of the new Fujifilm X-30.

It was so well disguised as an X-20 ... I have not been able to appreciate the many "practical" improvements  but I just made a series of images to ship back in Japan for the proper evaluation.

The X-30 still retains the same sensor and optics of the previous model. What changes is of course the firmware, with the introduction of the new film simulation "Classic Chrome" (should emulate the Ektachrome reversal film). I am not aware of any other change on software or rocessor, but the images obtained seem of excellent quality and, for what I can remember, even something better than the X-20 I tested last year.

I 'll say it again: the following images were taken with a prototype of the X-30 but I think that, at least in Italy, these are the first ever made ​​with this camera ..... So, I'm glad to show them to our loyal readers, for a first look at images made with the new gem from Fuji.

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Zeiss Otus 55mm f/1.4: Il Re degli obiettivi?

Categoria: Prova sul campo obiettivi Pubblicato: Mercoledì, 20 Agosto 2014 Scritto da Max Angeloni

Testo e Foto di Max Angeloni

Grande, grosso, pesante e privo di autofocus.
Può un obiettivo del genere, nella piena era dell’elettronica e della miniaturizzazione, pretendere di diritto il trono più ambito della fotografia?
Cerchiamo di scoprirlo insieme.


Big, fat, heavy and manual focus.
Can a lens like this be considered a must have lens in the era of miniaturization and electronics?
Let's find out together.
(
English Version Here)

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