Rassegne Biennale internazionale di cultura
Pubblicato: Venerdì, 24 Giugno 2011
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Con un programma di undici mostre - che spaziano dalla storia all' archeologia, all' arte contemporanea - e un calendario di conferenze, Roma cerca di riattivare simbolicamente questo percorso con una «Biennale internazionale di cultura». Si tratta di una iniziativa promossa dal ministero degli Esteri e molte altre istituzioni (sarà presentata venerdì alla Farnesina dal ministro Frattini) che vorrebbe favorire il dialogo tra Italia e Paesi del Medio ed Estremo Oriente. E che, da ottobre a febbraio, coinvolgerà diversi luoghi di Roma: musei prestigiosi (Museo dei Fori Imperiali, Mercati di Traiano, Museo di Roma in Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere e Macro Future) e il complesso delle Terme di Diocleziano, che per l' occasione riaprirà al pubblico due padiglioni. Si può anticipare qualche dettaglio. Alle Terme di Diocleziano, sulle tracce di una mappa cinese di oltre 30 metri risalente all' inizio del XVI secolo e rinvenuta in Giappone (sarà esposta in anteprima mondiale) l' Istituto italiano per l' Africa e l' Oriente metterà in scena la sovrapposizione di culture e religioni lungo le Vie della Seta (allestimento di Studio azzurro). Al Museo delle Terme di Diocleziano la mostra «Luci cinesi 1980/2010» (di Enrico Rondoni, con la collaborazione di Donata Tchou) racconta, grazie al confronto tra immagini, il cambiamento della Cina. Il Museo dei Fori Imperiali ai Mercati traianei ospiterà due mostre: quella sul «Vello d' oro: antichi tesori della Georgia» (a cura di Tiziana D' Achille) e «L' Ultima carovana», mostra fotografica e audiovisiva del fotografo turco Arif Asci che ha ripercorso, con una carovana di otto persone e dieci cammelli, l' antico tracciato commerciale partendo da Xi' an e arrivando a Istanbul. Al Museo di Palazzo Braschi la rassegna «Una capitale tra Europa e Asia» ripercorre la storia di Roma collegandola alle sue influenze orientali (sono molti i reperti egizi della capitale) mentre al Museo di Roma in Trastevere la mostra «Il fascino di Beijing» dovrebbe illustrare le attuali attrattive di Pechino. Infine, cinque mostre di arte contemporanea saranno ospitate negli spazi del Macro a Testaccio. Tra queste, «La Grande astrazione celeste», curata da Achille Bonito Oliva, sull' arte cinese contemporanea, al centro di numerose controversie (come quella relativa all' arresto di Ai Weiwei). Si potrebbero vedere opere dei Gao Brothers e, forse, del duo Sun Yuan & Peng Yu, quelli che alla Tate esposero un pilastro realizzato con il grasso tratto dalle liposuzioni. Queste iniziative appaiono diverse nei metodi e negli obiettivi. Alcune sembrerebbero più «scientifiche», altre serviranno per qualche svago d' autunno e visite ufficiali. Tutte, invece, puntano sul fascino dei temi e dei luoghi d' esposizione.
