Fujifilm Finepix X100
di Max Angeloni
(ultima revisione Febbraio 2013)

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Ecco l'uovo di colombo
o tanto tuonò che piovve... o ancora la scoperta dell'acqua calda..
insomma ditelo come vi pare ma Fuji ha fatto quello che mancava nell'offerta delle fotocamere digitali.
Eppure era tempo che il mercato, o almeno una nicchia di mercato, chiedeva una macchina fotografica digitale semplice, con ottica fissa di alta qualità , compatta e con un sensore di buone dimensione.
Strano a dirsi ma era l'unico segmento ancora trascurato dai grandi marchi.
Ci prova la Sigma da diversi anni con la serie "dp", eccellente alle basse sensibilità ma che pecca sotto il profilo della velocità operativa
Ci prova anche Leica con la X1... ma a fronte di un'ottima qualità d'immagine il prezzo rimane molto alto rispetto alle funzioni offerte.
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Le lunghe esposizioni non rappresentano un problema per il sensore della Fuji X100. La pulizia del segnale rimane molto alta anche per le pose che raggiungono i 30 secondi
Piacevole l'effetto "stellina" che i diframmi chiusi riescono a restituire in prossimità delle fonti di luce artificiali
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E allora?
E allora Fujifilm... anzi Fuji.
Fuji è sinonimo di innovazioni, di sperimentazione e di progettazioni fuori dal coro.
Se la S5 ha rappresentato il top della sua produzione digitale e il sensore SuperCCD è ancora insuperabile, dopo molti anni, per la capacità di catturare un gamma dinamica inarrivabile con sensori tradizionali, Full Frame compresi.
La X100 non eredita la tecnologia del sensore della Reflex ma rimangono immutate caratteristiche tradizionali di Fuji quale capacità di restituire colori "fedeli" e una regolazione del bianco in automatico molto efficiente.
La cosa più importante nell'approccio con la FinePix X100 è di non cadere nell'errore, una volta presa in mano, di pensare di fotografare con una reflex o una telemetro.
In realtà non è neanche una mirrorless o una compatta.
La X100 fa segmento a se... e se teniamo bene in mente questo avremo a disposizione uno strumento innovativo nell'ambito della fotografia digitale.
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Anche nelle situazioni fotografiche limite, i file grezzi della X100, consentono di avere un ampio margine di lavorazione nella fase di posto produzione.
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Sensore
Il lavoro fatto sul sensore eredita quello svolto dagli altri modelli che hanno sfruttato fino ad oggi lo stesso (stesso come base di partenza della risoluzione e del formato) 12MP APSc. (Sony D700...Nikon D300, D300s, D90... D5000)
Fuji ancora è l'unica... a mio personale parere...ad essere in grado di interpretare alcuni aspetti della fotografia digitale in maniera "completa".
Come per la S5... l'equilibrio cromatico è una spanna sopra il panorama attuale delle macchine dotate di sensore. La "pellicola" standard (Provia) è equilibrata... giustamente contrastata e con una cromia che difficilmente tradisce le aspettative.
La Velvia è una apoteosi di colori e contrasto...ma al pari dell'invertibile di cui eredita le caratteristiche... va utilizzata con sapienza.
Al contrario l'Astia ha una resa morbida e tenue ma senza che tale caratteristiche sia eccessivamente enfatizzate.
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Ma c'è un aspetto da non trascurare, se si intende scattare unicamente in Jpg, memori dei risultati ottenibili con la S5 e S3. Nonostante le mille menate che si leggono in giro la gamma dinamica della X100 è quella di un normale sensore APSc. Pertanto il rischio di pelare le luci non è una cosa così impossibile come era per le Reflex dotate del Super CCD.
Qui non ci sono gli R pixel per le alte luci... e racuperare 5 stop di sovraesposizione dai Raf è ancora un record inattaccabile della S5.
E allora la Gamma Dimamica espandibile del 400%? Non è altro quello che la Nikon chiama Dlighting attivo e le altre case in altra maniera.
A grandi lineee è una alchimia software che espande... solo apparentemente... la gamma dinamica.
Personalmente non mi piace. In questo modo si perdono i neri a favore di una ampia gamma di grigi che diminuiscono sensibilmente il contrasto generale dell'immagine
In ogni caso la Fuji X100 con la funzione DR (dynamic range) discreto lavoro...peccato che non lo si possa utilizzare scattando in Raw. Non essendoci un software in grado di leggere il codice del grezzo di Fuji le foto Raf con il DR attivato avranno come unico "benefico" di risultare sottoesposte una volta che apriamo il grezzo con un programma di PP.
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La ottima tenuta agli alto Iso unita alla luminosità massima dell'obiettivo consente di scattare in condizioni di luce critica con tempi di tutta sicurezza.
Iso 3200, f/2, 1/70
Per quanto riguarda il contenimento del rumore agli alti iso qui sono le S5 e S3 a invidiare il lavoro svolto dalla X100.
Staccate lo "smacchiatore"... il pialla rumore è del tutto controproducente e allinea le immagini della X100 al pari delle plasticose foto prodotte della altre macchine fotografiche megapixellate... reflex comprese.
Almeno sino a 3200 Iso la coerenza cromatica è molto elevata e la grana è presente ma sottile...ricorda molto quella della D700. Certo... non è ai livelli della FX di Nikon ma la resa globale delle alte sensibilità la ricorda molto.
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La Fujifilm Finepix X100 è uno strumeto perfetto per la street photography e il reportage. Silenziosa e discreta difficilmente attira l'attenzione.
Un'ottima gestione della funzione "auto Iso" consente, affidandoci al totale automatismo, di concentrarci solo sulla fotogafia da realizzare sopratutto in situazioni in cui l'illuminazione ambiente è notevolmente eterogenea
Obiettivo
Realizzare un obiettivo 23mm che copre un angolo di campo equivalente al 35mm mantenendo una compattezza estrema non è uno scherzo. Se poi aggiungiamo anche la funzione macro e il posizionamento nello schema ottico dell'otturatore e il filtro ND ci accorgiamo a quale sforzo di progettazione Fujinon ha dovuto far fronte.
Sinceramente mi aspettavo un'ottica piena di compromessi.
Nella realtà siamo di fronte ad un quasi capolavoro. Certo, 23mm è sempre una focale rognosa e chi si aspetta la resa di un 35 summicron rimarrà certamente deluso. Ma la X100 non è una Full Frame a telemetro e la X100 non costa 7.000 e passa Euro. Parlo di "quasi" capolavoro perché è un obiettivo privo di evidenti difetti ma manca un po' di carattere. Ma questa è una considerazione del tutto personale.

Ombre e luci tenui... è questa una delle situazioni fotografiche dove la X100 si esprime al massimo
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Le funzioni macro della X100 non permettono di catturare immagini con un rapporto di ingrandimento maggiore ma consentono di avvicinarsi maggiormente al soggetto.
Il tutto a beneficio della capacità di isolare il soggetto stesso e della amplificazione dello stacco dei piani.
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Velocità operativa e mirino ibrido
La velocità operativa al momento del rilascio della X100 ha fatto storcere la bocca a parecchie persone... me compreso. I firmware successivamente rilasciati hanno migliorato molto la situazione di partenza. Sopratutto la rapidità dell'AF ha goduto un notevole incremento nelle prestazioni specialmente in situazioni di luce scarsa.
L'incertezza dell'autofocus era il grande controsenso di una macchina fotografica destinata al reportage in luce ambiente. Oggi la X100 è ormai un prodotto maturo... ma certo rimane il dubbio di come lavorino le persone dedicate ai test delle macchine fotografiche e di come sia possibile che certe cose possano sfuggire nei mesi precedenti al rilascio sul mercato di una macchina fotografica.
Come spesso ripeto, a volte, gli ingegneri, oltre ai freddi numeri dovrebberio affidarsi maggiormente anche ai pareri dei fotografi.
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La focale 35mm ha un angolo di campo che può far spaziare la nostra fotografia dai ritratti ambientati ai panorami.
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Il mirino ibrido invece rappresenta una novità assoluta. Mirino ottico, mirino elettronico e mirino attraverso il monitor sono tre opzioni davvero intriganti così come l'opportunità di leggere tutte le informazioni nel mirino glalileano.
L'unica pecca è che... per ovvi motivi di parallassi non è possibile utilizzare il mirino ottico a brevi distanze. Al contrario dei 60-80cm promessi dalla casa, all'atto pratico ho constatato che la reale distanza di sicurezza è attorno al metro e mezzo. In ogni caso le tre opzioni si rivelano adeguate ad ogni condizione fotografica. Nella fotografia in interni per esempio, con luce molto scarsa, il mirino elettronico si rileva lo strumento idoneo al contrario del mirino ottico che risulta molto buio in tali condizioni di utilizzo. Al contrario... il mirino ottico... risulta impeccabile in esterni e in presenza di forte luce ambiente. Il classico monitor posteriore, invece, è uno strumento che aiuta la discrezionalità fotografica. Si alza la macchina si inquadra... si scatta e si riabbassa. Nessuno si sentirà "mirato" e difficilmente perderà la sua spontaneità a causa di una macchina fotografica "puntata" sul volto.
La batteria è sufficientemente dimensionata e può bastare per una intera giornata non troppo intensiva. Certo.. si poteva fare di più ma nulla è in confronto alla trascuratezza con la quale chi ha progettato la X100 ha permesso di inserire la batteria anche al contrario. Più di una volta gli devono essere fischiate le orecchie per gli improperi che gli ho tirato.
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Se le condizioni di illuminazione lo consentono,anche Jpg realizzato dalla X100 mostra quanto di buono si può ottenere anche ad alte sensibilità .
In questo caso la "pellicola" Provia garantisce un'ottimo equilibrio cromatico grazie anche all'ottimo lavoro della regolazione del bianco in automatico.
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Sul Campo
Purtroppo la X100 è la mia prima macchina fotografica "smarrita" nel corso della mia carriera fotografica. Essendo uno strumento estremamente pratico l'avevo sempre con me e una distrazione mi è costata cara. Auguro al nuovo "possessore" di godersela talmente tanto da dimenticare i rimorsi di coscienza per la troppa"rapidità " delle sue mani.
In ogni caso una decina di migliaia di scatti sono stati sufficienti per capire a fondo questo ibrido di Fuji.
Decantarne le lodi sarebbe troppo semplici così come soffermarsi su qualche limite operativo che è del tutto normale in una macchina fotografica innovativa.
La x100 è nata per la strada... è nata per mirare e scattare ciò che l'occhio ha colto. Pochi fronzoli e molta sostanza.

Piccola e maneggevole la X100 consente di essere trasportata con facilità anche nelle situazioni di scatto più... critiche.
Certo, come ho già sottolineato, il 23mm penalizza un po' il lato creativo di chi ama giocare con lo stacco dei piani ed apprezza una maggiore sensazone di tridimensionalità d'immagine.
Ma tant'è. Chi ama come me l'angolo di campo offerto dai 35mm può buttarsi in molte situazioni fotografiche senza patemi.
Al pari di una compatta la "indossi" immediatamente perché è già pronta... al pari delle macchine fotografiche con sensore grandi affronti le situazioni di scarsa luce a cuor leggero. Cinghia al collo... levetta su "on" e via.
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L'esposimetro lavora molto bene, e come premesso in apertura, è un vero peccato non poter sfruttare la gamma dinamica espansa o le pellicole Velvia Astia e Provia per la mancanza di un software in grado di riconoscere tali parametri nei file Raw. Un vero peccato perché i file grezzi della X100 hanno una malleabilità notevole. L'accoppiata sensore ottica cattura moltissime informazioni e questo si traduce in grandi possibilità di lavorazione durante la post produzione.
Al contrario della S5, proprio per l'assenza del sensore SuperCCD, i jpg non sono più i migliori al mondo pur mantenendo uno standard di qualità globale elevato.
I Raw, invece devono per forza di cose essere elaborati da zero poiché ogni programma di "sviluppo" interpreta il file a proprio piacere.
E questo...ripeto per la terza volta... è veramente un peccato.
In ogni caso ho trovato che Capture1 e Lightroom si prestano molto bene ad elaborare i grezzi della X100.
Capture1 è perfetto quando si vogliono immagini brillanti e ricche di dettaglio o per le conversioni in bianco e nero, al contrario Lightroom è un potente strumento che ci permette di maltrattare all'inverosimile i grezzi della X100
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Uno degli inconvenienti di non avere un programma di sviluppo in grado di leggere le informazioni dei Raw è quello di non poter scattare direttamente in Bianco e Nero (in jpg questo... ovviamente è possibile)
Questo comporta che, in fase di Post Produzione, dovremo ricominciare da zero lo sviluppo della nostra fotografia
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Conclusioni
La X100 è un prodotto molto affascinante. È perfettamente tagliata su un genere di fotografo e difficilmente si rimane delusi se si appartiene a tale categoria.
Certo... siamo agli inizi e personalmente mi aspetto una maggiore personalità dai modelli futuri. Personalità che è il segno distintivo di Fujifilm
Personalità che non farà altro che aggiungere pregio ad un prodotto già nato con il piede giusto a che deve rivedere solo alcuni aspetti.
Se da una parte la X100 riesce a coniugare compattezza, qualità dell'immagine, ottima resa agli alti Iso, caratteristiche innovative come il mirino ibrido, qualità del bianco in automatico, ottimo equilibrio cromatico... dall'altra ha perso un po' del sapore che solo la serie "S" delle reflex Fuji riusciva a regalare.
Intendiamoci bene. In situazione di luce ottimale, tenue, tagliata e sfumata la X100 è uno strumento incredibile. Dove però la Finepix S5 faceva la differenza era in situazione di luce complicata con grande latitudine di posa. Da lì è nata la leggenda. Da lì sono nati i jpg migliori che mai hanno visto luce nella fotografia digitale.
Questo nella X100 non c'è. Io lavoro quasi esclusivamente in Raw... e la X100 mette a disposizione dei file estremamente malleabili. Ma lavorando in Raw... oltre alla gamma dinamica estesa... mi sono perso le "pellicole" Provia... Astia... e Velvia. E anche questo non va bene.
Ecco.. sono piccole e grandi cose che fanno della Fujifilm Finepix X100 un prodotto ricco di grandi pregi e con poche (ma non trascurabili) lacune.
Un prodotto che riesce a restituire con semplicità la capacità espressiva di un fotografo smaliziato... ma non mette in imbarazzo l'utente meno esperto.
Non è una caso che questa volta... la galleria a corredo dell'articolo... sia realizzata con scatti itineranti. Non è un caso che le dita che hanno premuto il tasto di scatto siano numerose e non sempre appartenenti alle mani sapienti di fotografi navigati.
La X100 è questa... è una compagna di viaggio che non si imbarazza né se le chiediamo di offrirci il massimo...né se deve svolgere "l'umile" lavoro da compatta con lo scopo di fermare dei ricordi in piena modalità automatica.
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Brava Fuji... e ben tornata tra noi
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Guarda la Galleria fotografica realizzata con la Fuji X100
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