Nikon D7000... la nuova era Nikon

Testo è Foto di Max Angeloni
L'importante è farne parlare...prima.
Prima nelle previsioni a lungo termine, prima dell'uscita, prima della commercializzazione, con i primi modelli dati in prova.
Una volta svelato il mistero le chiacchiere diminuiscono, ci si appiattisce nei commenti con quello detto da chi ci ha preceduto e l'etichetta data alla macchina fotografica prima dell'uscita e nei momenti appena successivi al suo lancio rimangono quasi inalterati nel corso della sua vita. Anzi... appena messa in commercio si inizia a parlare più del modello che la sostituirà che di quella che possiamo far entrare ora nel nostro corredo.
La D7000 non ha fatto eccezioni. Alle mille illazioni lo stupore degli utenti Nikon al momento dell'annuncio li ha lasciato tutti a bocca aperta. Non a caso parlo di utenti Nikon perché gli utenti di Canon sono più avezzi a ritrovare innovazioni partendo dalla fascia "bassa" e non da quella "alta".
E già ... Nikon ha sempre riversato la tecnologia delle Reflex Digitale dai modelli professionali a quelli di fascia inferiore cadenzando le uscite in modo da non sovrapporre "apparenti" similitudine in due prodotti di destinazione d'uso e di prezzo molto differenti. Il sensore CMOS da 12MP ha equipaggiato prima la D300... poi la D90... e infine la D5100. La entry level invece erano il capolinea degli sviluppi della generazione precedente. La D3000 infatti aveva il processore CCD da 10MP che un tempo aveva equipaggiato le D200, D90, D60.
Ma ecco il cambio di rotta... in ordine di fascia e non di uscita
Nikon D3100... nuovo sensore di immagine CMOS APS-C da 14,2 megapixel (23.1 x 15.4 mm) e nuovo sistema di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED 2.
Nikon D5100... nuovo sensore di immagine CMOS APS-C da 16,2 megapixel (23.6 x 15.6 mm)Â e nuovo sistema di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED 2.
Nikon D7100... nuovo sensore di immagine CMOS APS-C da 16,2 megapixel (23.6 x 15.6 mm)Â e nuovo sistema di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED 2, nuovo esposimetro TTL 2016-pixel RGB sensor, convertitore 14-bit A/D, nuovo modulo autofocus Nikon Multi-CAM 4800DX, 39 punti di messa a fuoco di cui 9 a croce.
Senza includere le nuovo (e ottime) caratteristiche video di cui ne parlerò separatamente in un prossimo articolo, le caratteristiche della D7000 sulla carta farebbero impallidire le macchine di fascia superiore. In effetti in molti sono cascati in questo "tranello" che consiste nel ritenere numeri "da catalogo" come reali performance sul campo. Lo stato delle cose è ben diverso. Questo non vuol dire che il salto generazionale non sia stato fatto... ma il passo è riguardo le macchine di pari fascia della generazione precedente e non rispetto a quelle di più alta categoria.
La D7000 infatti è l'erede della D90. Nikon ha alzato il tiro (e il prezzo) ma sicuramente non è mai stato nelle sue intenzioni soppiantare la regina delle DX, la D300s, con un modello sicuramente molto innovativo ma in alcun modo sovrapponibile alla professionale APS-C.
Sul campo... un'eredità lunga 7 anni
Basta chiacchiere... iniziamo a scattare.
Il primo impatto che ho avuto con la D7000 non è stato dei più positivi. In effetti, e riflettendoci sopra, anni di sensore FX hanno imbastardito la mia capacità di giudizio nei riguardi dei sensori più "piccoli" è ho dovuto fare un periodo di "disintossicazione" per affrontare serenamente la prova di questa Reflex Digitale. Anche l'averla provata inizialmente con il Nikkor AF-S DX 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR ha influito a infondere una certa perplessità rispetto ai primi risultati che ho riscontrato.
Chiariamo le cose... non dico che il 18-105 sia un fondo di bottiglia, anzi, è un obiettivo dall'ottimo rapporto qualità prezzo... ma una macchina da 1.100 Euro di listino, annunciata in pompa magna sbandierando 1000 nuove innovazione è curioso che venga proposta in kit alla pari di una altre reflex che costano meno della metà .
Ma la logica è chiara... chi fa un salto deciso di categoria, passando magari da una compatta o una Reflex datata, non sempre ha maturato l'esperienza per essere in grado di comprendere fino in fondo le caratteristiche di un'ottica...e quindi spendere poco su un obiettivo può essere un buon compromesso per prendere confidenza con questo mondo
L'utente esperto invece acquista il solo corpo e accoppia le ottiche, probabilmente di rango, già in suo possesso.
In ogni caso entrambi gli utenti...pur ottenendo risultati ben differente saranno entrambi soddisfatti nella stessa maniera del prodotto.
Mi ricordo della D70... una delle prime Reflex Digitali "per tutti". L'ottica Kit era il Nikkor AF-S DX 18-70mm f/3.5-4.5G IF-ED...una accoppiata straordinaria. Ed oggi l'accoppiata più logica... con la D7000... a mio parere....sarebbe una rivisitazione del 18-70.
Ma fotografare è molto più semplice che fare marketing.
La D7000 ha un sensore esigente... può catturare una quantità di informazione molto elevata ed è un fattore con il quale ci dovremo tutti confrontare i prossimi anni.
L'era dei 12MP di Nikon... iniziato nel 2004 con la D2x ...e raggiunta la sua massima espressione con la D3s... è arrivato probabilmente al capolinea. Alla D7000 il compito di farci immaginare quale sarà il futuro.
Ergonomia
La Nikon D7000 è piccola... piccola per la categoria ma l'ergonomia è in impeccabile stile Nikon. Lo studio dei pulsanti e delle ghiere è stato rivisto per conciliare dimensioni e velocità operativa. Non siamo ai livelli della D300 ma meglio della D90.
Un po' macchinoso l'utilizzo della seconda ghiera posizionata sotto quella dedicata ai modi di scatto.
Anche la soluzione di aggiungere un pulsante alla leva per la selezione della modalità dell'autofocus è interessante. Non bisogna passare per il menù per attivare le opzioni dell'AF ma anche qui le opzione offerte dalle Reflex professionali sono più fruibili.
OperativitÃ
In condizione di luce normale la D7000 fila via che è un piacere. L'autofocus è rapido silenzioso. Se non si accende il suono di conferma si rischia di non accorgersi dell'avvenuta messa a fuoco del soggetto. Il pulsante di scatto è perfettamente tarato come sensibilità e il rumore avvertito al momento dell'acquisizione della foto è soffice e ovattato... almeno in confronto ad una macchina con sensore FX. La funzione Q rende quasi inavvertibile lo scatto e scommeto che... in casa Leica... in molti invidieranno la soluzione che Nikon ha introdotto da un po' di tempo sulle sue Reflex.
Fin qui tutto bene... ma non scordiamoci che stiamo parlando di una Macchina fotografica Mid Range e come tale qualche limite, come normale che sia, ci sta.
Il punto centrale di messa a fuoco è impeccabile... così come sono molto efficaci in toto i 9 punti a croce. Ma come si seleziona uno degli altri 39 punti, soprattutto i periferici... le prestazioni calano in condizioni di luce non ottimali.
Un discorso simile lo possiamo fare per l'esposimetro. Un nuovo modulo che promette miracoli. In effetti anche in questo caso una evoluzione del modulo di misurazione è avvertibile. Ma ricordiamoci che il sistema Nikon da molti anni propone il miglior sistema della misurazione della luce in commercio. Quindi è difficile restare meravigliati di un qualcosa a meno che non rappresenti un avanzamento tecnologico sostanzioso.
Ogni tanto si può presentare una tendenza ad una sovraesposizione in caso di aver optato per la misurazione Matrix e la scena presenta una luce intensa ed un forte contrasto. In effetti è un comportamento che si riscontra sempre più frequentemente nelle Reflex digitale moderne. Probabilmente il tutto è da ricondurre alla maggior capacità di tolleranza alle alte luci rispetto al passato e (ma è solo una ipotesi) dalla interazione con le funzioni di ampliamento della gamma dinamica.
Per finire la navigazione dei menù non presenta sostanziali cambiamenti rispetto al passato.
Qualità dell'immagine
La novità che maggiormente mi incuriosiva sperimentare era proprio l'accoppiata del nuovo sensore con il nuovo processore Expeed II. Maggiore risoluzione vuol dire anche maggior attenzione nella cura della pulizia del segnale. Pulizia del segnale non vuol dire unicamente capacità di raggiungere alte sensibilità ma... soprattutto... mantenere una elevata qualità dell'immagine partendo dalla basse sensibilità .
La moda imporrebbe partire subito con esempi a 5.856.milioni di Iso... in realtà il ventaglio che merita l'approfondimento maggiore è quello inerente alla fotografia "reale".
La cosa che salta maggiormente all'occhio è un equilibrio cromatico sostanzialmente migliorato rispetto al passato. Anche il contrasto e i passaggi tonali sembrano trovare beneficio dal lavoro svolto dai progettisti Nikon. Il tutto si traduce in un jpg maggiormente fruibile e una integrazione del sistema D-lighting più convincente. E proprio l'interazione tra D-lighting ed esposimetro merita un piccolo approfondimento.
Forse non tutti sanno che gli espedienti per aumentare la gamma dinamica delle macchine fotografiche digitali in realtà è una elaborazione software. In sintesi e molto genericamente l'esposimetro misura la luce della scena e trasmette le informazioni al processore che decide l'esposizione in base alla gamma dinamica da ampliare. Tendenzialmente viene applicata una sottoesposizione a salvaguardare le alte luci e poi il software della macchina fotografica "apre" le ombre.
Per avere la controprova fotografate con il D-lighting attivato alla massima potenza in modalità Raw+Jpg. Se confrontate la copia in jpg e quella Raw con ViewNX e CaptureNX non noterete differenze. Ma se aprite il Raw con un software differente da quelli offerti da Nikon (ovvero non in grado di leggere tutte le informazioni contenute nel file) noterete che il file "grezzo" presenta una sottoesposizione evidente rispetto al Jpg. Quindi fate attenzione di disattivare tale opzione se scattate unicamente in Raw e sviluppate i "grezzi" con programmi non Nikon.
Anche il bilanciamento automatico del bianco rappresenta una ulteriore evoluzione. Nulla di epocale ma un piccolo passo aventi nella logica della continua evoluzione dell'elettronica.
Restringendo l'argomento alla immagine estrapolata dal contesto generale il file della D7000 alle basse sensibilità è estremamente pulito e ricco di dettagli. Ovviamente l'obiettivo utilizzato influisce molto sulla resa finale. Questo è un aspetto che è sempre stato importante nella fotografia e purtroppo troppo spesso sottovalutato nell'era digitale. L'innalzarsi delle risoluzioni complicano ulteriormente le cose e un buon obiettivo non significa solo avere più dettaglio ma anche immagini più pulite alle alte sensibilità , miglior cromia e passaggi tonali più morbidi e graduati.
In ogni caso fino a 400 Iso la resa è pienamente fruibile e senza segni di degrado. A 800 Iso si inizia a percepire del rumore che ancora non influisce sulla integrità globale del file. A 1600 Iso si inizia perdere qualcosa sul dettaglio ma questo è del tutto normale. La cosa importante è che la coerenza cromatica non subisca corruzioni di rilievo. I 3200 ormai non sono più una ruota di scorta e la D7000 si allinea perfettamente a questa tendenza. Paradossalmente le alte sensibilità ( questo vale non solo per la D7000 ma per tutte le moderne Reflex digitali) sono più fruibili con il filtro "antirumore" disattivato. Se è vero che, se da una parte questo software applicato direttamente in "macchina" contribuisce a limare il rumore digitale , dall'altra provoca una "piallamento" dei dettagli e dei micro dettagli.
Se una macchina fotografica digitale è ben progettata almeno fino ai 1600 Iso non dovrebbe aver bisogno di questo espediente per far apparire puliti i suoi file.
E la D7000 è una macchina ben progettata.
Oltre i 3200 non aspettiamoci miracoli..quella è ancora terra delle Reflex di Nikon dotate di sensore FX.
Un ultimo appunto riguarda
In sintesi e in conclusione...
La Nikon D7000 non tradisce le aspettative anche se non è una macchina che segna un passaggio epocale come furono la D3 e la D300. Equilibrata e iper accessoriata è rivolta sicuramente al fotoamatore esperto ed esigente che non necessita di ulteriori prerogative che contraddistinguono le Reflex professionali. In molti, in principio, l'avevano individuata come alternativa della D300s ma... come detto all'inizio dell'articolo... non sono modelli sovrapponibili. Ma le innovazioni sono tante e mai avevano interessato tutte insieme modelli di questa fascia.
Certo...si deve pagare qualcosa in più rispetto alla D90 che va a sostituire. Ma, se l'esuberanza offerta dalla nuova Nikon è di utilità per il nostro fotografare, sono soldi ben spesi.
Brevi cenni sulle ottiche utilizzate
AF-S DX Zoom-Nikkor 17-55mm f/2.8G IF-ED
È ancora il re incontrastato degli zoom "normali" dedicati alle reflex con sensore DX. Versatile ed estremamente nitido già a f/3.2 è lo strumento ideale per la D7000. Molto bella la resa cromatica e il contrasto. Soffre in situazione di contoluce esasperato e di distorsione alle focali grandangolari.
Sarebbe bello vedere una versione aggiornata con tratamento nano-crystal, e prezzo più accessibile.
AF-S DX Zoom-Nikkor 12-24mm f/4G IF-ED
Anche in questo caso un altro "classico" che mantiene immutato il suo fascino nonostante il passare del tempo. Costruzione un po' leggerina ma inappuntabile sotto l'aspetto della resa ottica. Nonostante copra solo per l'angolo di campo equivalente le focali 18-36 non ha nulla da invidiare all'omologa accoppiata Nikon FX + AF-S NIKKOR 16-35mm f/4G ED VR
AF-S DX NIKKOR 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR
Costa poco...viene dato in Kit e si vede. Offre tanto per il prezzo relativamente basso e regala escursione ampia e Vr. Ma è buio e da il meglio solo a diaframmi piuttosto chiusi.
AF-S DX Zoom-Nikkor 18-70mm f/3.5-4.5G IF-ED
Nonostante sia stato progettato per i sensori da 6MP il 18-70 non mostra affatto limiti da pensionamento. Certo...non è una lente blasonata che fa gridare al miracolo. Ma è piccola.. leggera e relativamente performante. Se l'abbiamo nel nostro parco ottiche non scartiamola a priori. Potrebbe regalare delle sorprese... sempre che non ci si aspetti... come già sottolineato... dei miracoli.
AF-S NIKKOR 16-35mm f/4G ED VR
Otticamente non tradisce. Anzi su Dx lima qualche difetto di troppo che l'affligge sotto il profilo della distorsione alle focali grand'angolari. Nitidissima e dalla resa tonale e cromatica molto equilibrata può essere un opzione. Ma le focali coperte non sono proprio il massimo in considerazione del rapporto di ingrandimento del sensore della D7000
AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8G ED
Il gioiello di Nikon ha un comportamento fantastico montato sulla D7000. Impossibile trovare dei difetti. Ma vale il discorso dello "slittamento" delle focali.
Anche a costo di perdere qualcosa io opterei ancora per il 17-55
AF-S Micro NIKKOR 60mm f/2.8G ED
Se volete scoprire quale sia il limite ad oggi risolvibile della vostra Nikon non avete alternative. la nuova edizione del 60 Micro è lo stato dell'arte sotto questo aspetto. Su DX ci si "ritrova" con un macro da 90mm. Fantastico.
AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G
Il nuovo grandangolare classico di Nikon può regalare molto anche su sensore DX. Ma certo è un po' un controsenso spendere tanti soldi per ritrovarsi un... 50 f/1.4.
Inoltre sembrerebbe amplificare... in accoppiata con la D7000... aberrazioni cromatiche e purple fringing.
Otticamente è la perfezione dei 35 mm luminosi ma probabilmente è meglio perdere qualcosa sotto il profilo della qualità su sensore DX e rivolgersi all'onestissimo AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G per coprire tale focale
